Un
giorno accadde che una bambina, mentre passeggiava per strada, sentì qualcuno
lamentarsi. La bambina si fermò cercando di capire da dove proveniva quel
lamento. Per strada non c’era nessuno, si vedeva solo uno spazzino tutto
indaffarato a raccogliere le cicche di sigaretta, le cartacce e le foglie per
terra; ma era ancora molto lontano non poteva essere lui a lamentarsi. Alzò lo
sguardo: le finestre che davano sul marciapiede erano chiuse, e non c’era
neanche un albero sopra il quale qualche gatto poteva essersi arrampicato per
poi piangere, perché non riusciva più a scendere! E le nuvole?! Si sa, non si
lamentano mai, al massimo litigano un po’ fra di loro ma quando questo accade,
fanno un gran fracasso!
Insomma,
chi era che si lamentava?
“Forse
ho sentito male” pensò la bambina e ricominciò a camminare ma ecco che sentì di
nuovo una vocina che le disse: ”Ehi, sono qua…sono per terra!” La bimba abbassò
lo sguardo e trovò una scatola, un po’ ammaccata, sporca, con un vago colore
arancione.
“Ma
le scatole non parlano” disse la bimba chinandosi verso di lei.
“Sì,
è vero, le scatole non parlano, ma io sono una scatola diversa dalle altre”.
“E
che ci fai qui, per terra…non lo sai che è vietato stare sui marciapiedi?”
“
Sì, ma è stato un bimbo, alto come te, che mi ha buttata. Ha bevuto tuuutto il
succo di frutta e poi mi ha gettata.”
“
E perché sei tutta schiacciata?”
“
Perché mi hanno calpestata e anche se urlavo nessuno mi sentiva. Ora, ho visto
che sta per passare uno spazzino e sicuramente mi getterà via, ma io non
voglio…per favore portami con te!”








