30 mar 2015

Stand Take Away - Construmat 2009

Este año, como cada año impar, se celebrará en Barcelona la feria de la construcción Construmat. Y nos recordamos del primer trabajo realizado con la ONG Arquitectos Sin Fronteras, lo stand Take Away realizado en 2009 ¡la primera edición desde que había estallado la burbuja inmobiliaria española!



Lo stand realizado a partir de cajas de cartón reciclado y auto-producido por voluntarios e integrantes de la ONG tiene como concepto generador de la propuesta a creación de un espacio de comunicación dinámico que ha llevado a la construcción de paramentos sobre los cuales se ha expuesto la información de la actividad de Arquitectos Sin Fronteras a nivel Local e Internacional.

El trabajo ha visto involucrados 5 voluntarios activos de la ONG ASF con un presupuesto muy bajo para la construcción. La falta de medio y el espíritu de creatividad han hecho priorizar el uso de material reciclado, fácilmente asequible y de bajo nivel de manipulación como el cartón. Además era necesario garantizar un rápido montaje y la facilidad de transporte. Todo eso ha llevado a la construcción de uno Stand Take Away inspirado en los mecanismo de crecimiento de las hojas y a una reinterpretación de la estructura del biombo.



 



El resultado ha sido una pared construida en franja de cartón plegado de diferentes altura (40 y 20 cm), que son montada la una arriba de la otra por medio de unos cortes verticales en U que permite el encajes. Mientras el movimiento geométrico en “zigzag” o a espina de pescado garantiza la estabilidad de la estructura, ya que la forma de los pliegues aumenta la superficie de apoyo.


 



Expositor: Arquitectos Sin Fronteras España
Situación: Recinto Gran Vía | Pabellón 4 | Nivel 0
Superficie expo.: 15 m2 (4,5 x 3,5 m)
Coordinador: Carles Casals Pascual
Idea y realización: Ludovica Rossi, Alba Romera Durà, Yen Miao Chen, Lucia Zandigiacomi



16 feb 2015

Equalogical LAB for "R.E.D.S.2 ALPS"


Equalogical lab participated with two contributions at the seminar "REDS2 ALPS Resilient Ecological Design Strategies Designing a sustainable future Toward an ecological approach", conference sponsored and organized by the University of Trento.
A day of meetings, conferences and presentations on sustainability, so that was held January 31, 2015, at the Fair "Climate House" in Bolzano "

In the special issue MONOGRAPH Research dedicated to the international seminar will be published two contributions
“Sotto Casa: rebirth of neigborhood gardens workshop” and "Tensegrity al natural: El bosc, Girona Temps de Flors 2014"



 
“Sotto casa” is an Italian expression to indicate the public spaces near your home. The Workshop is an experimental project of self-build promoted by the architect cluster Equalogical Lab an and the 'neighborhood association Nessun dorma. It has the aim to rediscover and redefine urban landscape through the defense, re-appropriation and re-qualification of a space that receives and tells the story of those who live it. The cycle of seminars involved young architects and civil engineers along with local residents interessed in participate to a collective construction of a space. The workshop aims to valorise the public space of a garden, a green area abandoned and defense by a group of neighbors through small self-managed interventions, through the construction of a tensile structure and some furnitures. The final installation in the garden creates a point of attraction light and colored. The double curvature geometry, which closes from the highest points on the ground, helps to integrate the artefact in the environment. The cable net is covered with triangles of red and gray fabric which in some points allow to filter the light, creating a play of light and shadow on the ground. The furniture invite passers-by to stop for a break under the canopy. Lightweight materials made the tensile structure easy to build and eco friendly. The project integrates the idea of reuse and recycling materials, new technologies and principles of biomimicry, considering that tensile structures are a construction system suggested by the spiderwebs that we find in nature. Furnitures were realized with fruit boxes and pallets, enhancing the poor materials through the design creativity of the participants. “Sotto casa” was created with the aim of start a process of participation in the development and management of the garden, based on a new way to build by a point of view not only technological, but also social, cultural and territorial.




The installation Tensegrity al Natural - El bosc, realized in Girona Temps de Flor 2014, is a project of architectural creativity that explores the spatial principles of tensegrity structures.

At the origin the design did not have a specific location that has been assigned for the organizing committee of the event following the selection of the participants projects. The system of tensegrity and the natural aggregation inspired of the woodland have offered the strategies that allow the project to adapt to the space outside of the apse of the Monastery of St. Pere de Galligants.

We built several elements: various T-prism with 3 auctions in 1 or 2 levels and one Diamond T structure of 6 auctions as a singular object. These are made from recycled branches from pruning of almond trees. The rods work by compression without touching each other, while the system remains united and balanced thanks to the taut strings that connect to each other the ends of the branches. The result is a spatial game based on dialectic between the lightness of the structure and the ephemeral flowers, the chromatic dialogue between the branches and the flowers.

With this event Girona city renews every year the forms we live and look their urban spaces. It’s a meeting to develop diversity, adaptability and cohesion of the territory, the fundamental properties for the construction of a new urban ecological system.

24 gen 2015

Laboratorio di autocostruzione creativa - sOTTOsopra

Domenica 1 febbraio, ore 10:00  Via Gaspare Gozzi - Metro San Paolo - Roma
 

Costruiamo insieme ecoarredi e dispositivi ludici per la rigenerazione di Via Gaspare Gozzi(Roma)
L' attività di autocostruzione  si svolgerà durante la manifestazione "sOTTOsopra" organizzata da associazioni e comitati del MUNICIPIO VIII.
Con pochi attrezzi e semplici materiali di recupero, costruiremo insieme alcuni ecoarredi e dispositivi ludici per il recupero e la rigenerazione di via Gaspare Gozzi
La partecipazione è libera e gratuita, vi chiediamo solamente di contribuire portando materiali e attrezzature. 
Se vuoi partecipare passa a trovarci, porta dei guanti da lavoro e se li hai, nell'ordine, i seguenti oggetti:
- 1 pallet o altre parti di legno(rimedialo al tuo supermercato di fiducia, nella spazzatura o dal garage);
- 1 o più cassette della frutta (di legno o anche di plastica);
- 1 avvitatore a batteria (carico!);
- 1 sega o seghetto manuali;
- 1 martello (da carpentiere possibilmente, ovvero con la parte biforcuta per l'estrazione chiodi);
- 1 pacco di viti da legno;
- 1 metro;
- 1 pacco di fascette di plastica da serraggio;
- fili, spaghi, cordini e nastri colorati di vario tipo.
Ovviamente se non hai uno o più di questi oggetti puoi e devi partecipare lo stesso,
più di tutto servono braccia e curiosità.
Puoi portare anche i tuoi bimbi, abbiamo pensato a come coinvolgere anche i più piccoli.
Per informazioni:
casettaverde.wordpress.com
equalogical.blogspot.it
equalogical.lab@gmail.com 

18 dic 2014

Il ramo e l'architetto


La natura è fonte di ispirazione e insegnamento.... la foglia, la crescita del ramo, la struttura dell'albero sono un esempio. Sempre affascinati dalle molteplici interpretazioni che si possono fare utilizzando diversi metodi di rappresentazione vi auguriamo un nuovo anno pieno di creatività!!

L'albero in materiale riciclato




La crescita del ramo



E per saperne di più potete vedere il libro digitale "Il ramo e l'architetto"
Consigliato a chi ama il disegno e la rappresentazione nelle sue molteplici tecniche insieme a uno sguardo poetico alla natura.

10 nov 2014

I TRE PORCELLINI E IL LUPO - rivisti e corretti





In prossimità di un bosco vivevano tre porcellini che, per mettersi al sicuro da un certo lupo feroce che abitava nei paragi, avevano deciso di costruire tre case.


Il primo porcellino si procurò calce e mattoni e iniziò a costruire la propria casa. Lavorò duramente e per molto tempo perché si sa, lavorare con la calce e i mattoni è tutt’altro che facile. Ma era un porcellino volenteroso e aveva un sogno: costruirsi una gran bella casa. Perciò, ben presto, riuscì a finirla.
Un giorno però, rientrando dal mercato, ebbe una brutta sorpresa: accanto alla sua casa c’erano delle ruspe…


E sì, la paura del lupo era stata tale e tanta che il porcellino aveva dimenticato di controllare se lì, in prossimità del bosco, poteva essere costruita una casa in calce e mattoni di quelle dimensioni. Il povero porcellino non poté molto contro l’ordinanza e, tutto sconsolato, se ne partì per andare a trovare il secondo porcellino.
Aveva saputo che lui, più attento a certi regolamenti, aveva costruito una casa in legno. Non era di certo così grande come la sua, ma sicuramente non gli avrebbe negato ospitalità. La casa del secondo porcellino ricordava un po’ i vecchi rifugi di montagna: era tutta costruita in legno, in ogni sua parte.


Ma quale non fu la sua sorpresa quando, arrivato in prossimità della casa di legno, vi trovò suo fratello tutto intento a verniciare e chiodare tavole.
“Ciao fratellino, ma ancora non hai finito di costruire la tua casa?” chiese il primo porcellino al secondo.
“Ma sì che ho finito” gli rispose quello, “solo che la neve questo inverno è stata tanta, il gelo ha rovinato le tavole ed ora mi ritrovo a dover risistemare tutto!”
“Oh fratello, almeno tu hai ancora una casa, non sai cosa è successo a me…” e il primo porcellino gli raccontò la sua triste avventura.
La mattina dopo i due fratelli si alzarono di buon’ora: avevo deciso di andare a trovare il loro terzo fratello. Avrebbero dovuto camminare un po’ perché lui aveva deciso di costruire la casa un po’ più in là, quasi dentro il bosco. “Mi piacerebbe costruire una casa senza chiodi né viti, proprio come quella dei castori” aveva detto.
Arrivarono a casa del terzo porcellino che era quasi tramontato il sole. Bussarono e il terzo porcellino andò ad aprire la porta. Ovviamente dopo aver chiesto “chi era”: sapeva bene che da quelle parti c’era il lupo…
Si sentì felice quando riconobbe la voce dei due fratelli e fu ben contento di ospitarli, gli offrì un bel tè caldo e cominciarono a chiacchierare.


“Ma non hai paura del lupo?” gli chiese ad un tratto il primo porcellino, che da quando era entrato non faceva altro che osservare la casa tutta costruita con rami, foglie e fango.
“Certo che ho paura del lupo” gli rispose, “per questo ho costruito così la mia casa. Ho pensato: se la casa dei castori resiste alle correnti dei fiumi, agli orsi, alle linci, vuoi che non resista al lupo?”